Introduzione
L’Italia ha attualmente un settore elettrico caratterizzato da un’elevata dipendenza dalle fonti fossili e dalle importazioni. Dopo il referendum del 1987, il paese ha abbandonato l’energia nucleare e oggi circa metà della produzione nazionale di elettricità proviene dal gas naturale , con il carbone ridotto a una quota residua. Le fonti rinnovabili (idroelettrico, solare, eolico, biomasse e geotermia) coprono complessivamente poco più di un terzo della domanda . Questa situazione comporta due grandi sfide: la decarbonizzazione e la sicurezza energetica. Da un lato, l’Italia deve azzerare le emissioni di CO₂ nel settore elettrico entro il 2040 per contribuire agli obiettivi climatici; dall’altro, l’elevata dipendenza da gas e importazioni espone il paese a prezzi elevati e volatilità di approvvigionamento. Nel 2021 l’Italia è stata il secondo maggiore importatore netto di elettricità al mondo (dopo il Brasile), con circa 46,6 TWh importati – pari al 16% della domanda – principalmente dalla Francia e dalla Svizzera (energia nucleare e idroelettrica importata). Questa dipendenza si è tradotta in costi elettrici più alti della media UE: nella seconda metà del 2023 il prezzo dell’elettricità per le famiglie italiane era di 25,7 €cent/kWh, circa 4 centesimi in più rispetto alla Francia nucleare .
Di fronte a queste sfide, la reintroduzione del nucleare in Italia entro il 2040 può rappresentare una soluzione strategica. Un programma nucleare moderno, affiancato dall’espansione delle rinnovabili, consentirebbe di decarbonizzare completamente la produzione elettrica nazionale e di raggiungere l’indipendenza energetica, eliminando gradualmente sia il carbone che quasi tutta la generazione a gas (e con essa la necessità di importare combustibili e elettricità dall’estero). Nel seguito viene presentato un piano dettagliato che definisce: il numero e la tipologia di reattori necessari, il mix ottimale di fonti al 2040, i tempi e costi di implementazione con relative criticità burocratiche, e le soluzioni per la gestione sostenibile delle scorie nucleari (incluso il loro possibile riutilizzo in reattori di IV generazione). Il piano è basato su dati disponibili (ad es. sul portale energy-charts.info) e su scenari tecnici realistici per l’Italia.
Evoluzione storica della produzione elettrica in Italia per fonte (TWh/anno). Si nota il calo delle fonti fossili nell’ultimo decennio – grazie alla crescita di rinnovabili idroelettriche e altre (solare, eolico, biomasse) – ma la produzione totale è rimasta attorno a 280-300 TWh annui, con un contributo nullo del nucleare domestico dopo il 1990.
Situazione attuale del mix elettrico italiano
Attualmente la domanda elettrica italiana si aggira sui 315-320 TWh annui . Di questi, circa l’86% è soddisfatto da produzione nazionale e il resto da importazioni nette (42-43 TWh nel 2021-22) . La Tabella 1 riassume la ripartizione della generazione elettrica per fonte nel 2022, anno in cui la scarsa idraulicità ha penalizzato le rinnovabili: queste sono scese a 98,4 TWh (31,1% della domanda) , mentre la generazione termoelettrica da fonti fossili è salita a circa 174 TWh per compensare il calo dell’idroelettrico (-37,7% rispetto al 2021) . In particolare, il gas naturale rappresenta la spina dorsale del sistema (oltre 50% della produzione nel 2021 ), mentre il carbone ha un ruolo marginale (5% nel 2021, aumentato temporaneamente nel 2022 per la crisi idrica ed energetica ). L’Italia non ha produzione nucleare interna dal 1990, ma circa il 5% dell’elettricità consumata proviene indirettamente dal nucleare importato (soprattutto dalla Francia) . Le fonti rinnovabili contribuiscono a circa 35-40% della produzione nazionale in anni normali (nel 2021 erano il 40,5% ), grazie a una capacità installata di ~55-60 GW composta da: 22 GW fotovoltaico, 11 GW eolico, 18 GW idroelettrico, ~4 GW bioenergie e ~0,8 GW geotermico (dati 2021-22).
Tabella 1 – Produzione elettrica in Italia per fonte (2022)
| Fonte | Produzione 2022 (TWh) | Quota su domanda 2022 |
|---|---|---|
| Gas naturale | ~150 (stima) | ~47% (circa metà) |
| Carbone | 8,1 | 2,6% |
| Olio combustibile | ~7 (stima) | ~2% |
| Bioenergie | 10,8 | 3,4% |
| Idroelettrico | 27,9 | 8,8% |
| Eolico | 20,3 | 6,4% |
| Fotovoltaico | 27,5 | 8,7% |
| Geotermico | 5,4 | 1,7% |
| Totale rinnovabili | 98,4 | 31,1% |
| Totale fossili | ~174 | ~55% |
| Import netto | 43,0 | 13,6% |
| Domanda totale | 316,8 | 100% |
Nota: Nel 2022 le rinnovabili hanno sofferto un calo eccezionale, coprendo solo il 31,1% della domanda (rispetto al 35-40% degli anni precedenti), a causa di una produzione idroelettrica insolitamente bassa . Ciò ha comportato un aumento della generazione fossile (+11 TWh) in parte assicurato dalla riattivazione di centrali a carbone e da maggiori importazioni.
Questa fotografia evidenzia i problemi da risolvere entro il 2040: eliminare il carbone, drasticamente ridurre l’uso del gas e azzerare le importazioni nette di elettricità, pur soddisfacendo una domanda elettrica che potrebbe crescere (per l’elettrificazione di trasporti e riscaldamento). Se infatti il consumo elettrico aumentasse a ~330-350 TWh nel 2040, sarà necessario coprire quel fabbisogno interamente con fonti a zero emissioni interne. Attualmente l’Italia paga un premio di rischio sui prezzi a causa della forte dipendenza dal gas (specie importato) – una vulnerabilità evidenziata dalla crisi energetica del 2022. Diventa perciò prioritario diversificare il mix e introdurre una fonte stabile, a basse emissioni, complementare alle rinnovabili: l’energia nucleare. I reattori nucleari di nuova generazione garantirebbero una produzione continua indipendente dalle condizioni meteo, riducendo sia le emissioni sia la bolletta energetica estera. In parallelo, occorrerà proseguire l’espansione delle rinnovabili e potenziare le reti e lo stoccaggio, così che il mix risultante al 2040 sia affidabile e sostenibile.
Obiettivi al 2040 e ruolo del nucleare nel mix
Obiettivo centrale: entro il 2040 la produzione elettrica italiana dovrà essere completamente decarbonizzata. Ciò implica:
Per conseguire questi obiettivi, il mix ottimale al 2040 dovrà combinare un’alta penetrazione di rinnovabili con un contributo significativo di energia nucleare di nuova generazione, il tutto supportato da sistemi di accumulo e reti intelligenti. In particolare, il nucleare può svolgere diversi ruoli chiave nel mix futuro: